Category: Recensioni
Written by: Eugenio Giordano
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BLACK OUT - BLACK OUT 33

BLACK OUT - BLACK OUT 33

Quarta produzione in formato Lp per la capitolina Ace Records dell’inossidabile Andrea Ciccomartino, questa volta è il turno dei liguri Black Out una delle formazioni seminali dell’intero panorama metallico italiano e incredibilmente relegata all’oblio, sebbene autrice di un buon singolo intitolato “Crisi” risalente al 1981.

Come ormai tradizione della la Ace Records il disco stampato esclusivamente in Lp è limitato a cento copie numerate con l’aggiunta di note biografiche del gruppo, foto, flyer e un ricco inserto a colori con i testi e le informazioni relative alla genesi dei pezzi contenuti nel disco. Quindi i più esigenti collezionisti non possono esimersi dall’acquisto e certamente non potranno sentirsi delusi da un prodotto del calibro di questo “Black Out 33”.

Nati dalla formazione de Il Cerchio D’Oro, poi riformatisi in anni recenti, i Black Out hanno ospitato tra le loro fila musicisti che hanno poi fatto parte di formazioni del calibro di Vanexa, Giuntini Project, Corte Dei Miracoli, Voodoo Hill e Crossbones. Ci troviamo di fronte a una vera band seminale del panorama metallico del nostro paese e il valore del loro primo singolo “Crisi” lo dimostrava in pieno, per quelli che hanno avuto la possibilità di sentirlo.

Come per le precedenti produzioni anche in questo caso la Ace Records ha provveduto a una sostanziale rimasterizzazione dei brani originali aggiungendo una qualità al suono dei Black Out davvero insperata rispetto alle registrazioni del passato. L’occasione di poter rendere nuovamente fruibili questi brani è davvero imperdibile coloro che non hanno vissuto o avuto la possibilità di ascoltare la musica dei Black Out in precedenza.

La forte influenza degli anni settanta era chiaramente percepibile in brani come “Il Vaso Di Pandora”, “Baro” e “Bukowski” che mostravano un songwriting molto personale e soluzioni stilistiche veramente intriganti. La caratura tecnica della band ligure era garanzia di qualità e ricercatezza negli arrangiamenti. Sebbene i mezzi a disposizione del gruppo fossero scarsi vi garantisco che gli amanti dell’ Heavy Metal seminale con qualche spunto progressivo troveranno tra questi solchi abbondante pane per i loro denti.

Più dirette e inquadrabili nei canoni della Nwobhm “Hey Signore”, “Crisi” e “Numero Uno” rappresentano il cuore elettrico del disco e senza dubbio potevano considerarsi tra le canzoni maggiormente live-oriented del repertorio dei Black Out. In questi casi si poteva intuire il sound che successivamente avrebbe caratterizzato i corregionali Vanexa con la loro potenza travolgente.

Non mancavano episodi meno energici ma nettamente ispirati e originali come “Quattro Passi Per il Centro”, “Buon Vecchio Rock & Roll” e “Come Un Giocattolo Di Legno” caratterizzati da una solida sezione ritmica ma ricchi di melodie vocali e ritornelli efficaci che mi hanno ricordato i Cappanera del primo disco “Non C’è Più Mondo”.

Veramente ispirata e potente “Black Out” sembrava essere stata registrata per le sessioni di qualche disco dei britannici Tygers Of Pan Tang o White Spirit. Una bomba di pura Nwobhm da suonare dal vivo incredibilmente inedita fino ad oggi, forse la migliore song del disco.

I testi in italiano non fanno che aumentare la caratura di questo “Black Out 33” e lo rendono un prodotto sinceramente irrinunciabile per chi ama l’Heavy Metal tricolore e per tutti coloro che voglio approfondire le origini del movimento metallico italiano nei primi anni ottanta. Dopo Schwartz, Way Out e Donna? questo album dei Black Out è un altro centro pieno per la Ace Records, per quanto mi riguarda il mio consiglio è di non farvelo scappare per nessuna ragione al mondo.

Tracklist:

01. Il Vaso Di Pandora
02. Baro
03. Bukowski
04. Hey Signore
05. Crisi
06. Numero Uno
07. Quattro Passi Per il Centro
08. Buon Vecchio Rock & Roll
09. Black Out
10. Come Un Giocattolo Di Legno

Lineup:

Valerio Piccioli: Guitars (lead) (1980-1984)
Giuseppe Pradal: Guitars (rhythm) (1980), Vocals (1980-1984)
Giorgio Pagnacco: Keyboards (1980-1984)
Riccardo Giudice: Bass (1981-1984)
Ezio Secomandi: Drums (1981-1984)
Giustino Dragoni: Guitars (rhythm) (1982-1984)
Tino Dragoni: Guitars
Giuseppe Terribile: Bass & Vocals
Gino Terribile: Drums & Vocals
Corrado Andolina: Guitars & Vocals